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Anche Sony-BMG vende MP3. Al via il funerale delle DRM

15/01/2008
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Archivio - L'ultima major che mancava all'appello nella distribuzione di brani musicali nel formato libero per eccellenza entrerà presto a far parte della premiata scuderia di Amazon. Apple trema, gli utenti possono esultare.

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Il pezzo che stai leggendo è stato pubblicato oltre un anno fa. AvvisoLa trattazione seguente è piuttosto datata. Sebbene questo non implichi automaticamente che quanto descritto abbia perso di validità, non è da escludere che la situazione si sia evoluta nel frattempo. Raccomandiamo quantomeno di proseguire la lettura contestualizzando il tutto nel periodo in cui è stato proposto.

Here_lies_DRM.jpgGli ultimi preparativi per la tumulazione ufficiale delle DRM possono dunque avere luogo: Sony-BMG, l'unica delle Quattro Sorelle dell'industria musicale internazionale a dover ancora abbandonare in via definitiva il Titanic delle tecnologie più inutili della storia dell'informatica, ha finalmente compiuto il gran balzo e venderà entro la fine del mese l'intero catalogo in formato MP3 per mezzo dello store di Amazon, rivela il NY Times.

D'altronde la notizia era nell'aria, visto che la major aveva già reso chiara la propria intenzione cominciando a sperimentare la distribuzione di brani senza restrizioni in occasione del prossimo Super Bowl americano. E l'etichetta non poteva certo essere la sola, dopo la conversione di EMI Group, Universal e Warner Music Group al formato MP3, a rimanere ancorata alle fallimentari tecnologie anticopia.

Le maggiori produttrici di musica del mondo appaiono essersi infine svegliate dal torpore che le ha ottenebrate per anni, arrivando con fatica - e probabilmente qualche panel a tema, indagini di mercato e riti voodoo propiziatori, tipici delle riunioni aziendali tra manager dallo stipendio multi-milionario ma dal cervello piuttosto corto - alla conclusione a cui il netizen comune arriva con naturalezza: chi acquista contenuti in rete vuole poterli copiare dove e come vuole, senza nessuna "restrizione", DRM o quant'altro a frapporsi tra i suoi brani musicali e il lettore portatile incompatibile con assurde regole tecnologiche e commerciali imposte dall'alto.

Sony-BMG porta in dote ad Amazon artisti del calibro di Bruce Springsteen, Santana e Justin Timberlake: "Questo è un giorno davvero eccitante per noi e i nostri clienti" gongola parlando col New York Times Bill Carr, vice presidente per il reparto di musica digitale del reseller americano. "Tutte e quattro le maggiori etichette faranno parte del nostro servizio - dice ancora Carr - Ciò significa che i nostri clienti avranno davvero accesso ai più grandi artisti del mondo".

La posizione di Amazon come concorrente di iTunes si rafforza ulteriormente, e se Apple non ha forse granché da preoccuparsi per un possibile calo delle vendite sul suo store considerando che Mela fa i soldi vendendo iPod, i produttori musicali hanno ora a disposizione un canale alternativo per mezzo del quale impostare una politica di prezzi più flessibile, facendo la cresta per i brani più richiesti e riacquistando parte di quel controllo sul mercato perso una volta fatto il "patto con il diavolo Jobs", per la vendita su iTunes al prezzo fisso di 99 centesimi a traccia.

Considerazioni di mercato a parte, rimane e va ribadito il fatto con tutta la sua indubbia importanza: le major hanno abbandonato le tecnologie DRM, e considerando i numeri del business in gioco non è difficile ipotizzare un probabilissimo effetto valanga sull'intero mercato dei contenuti digitali, finalmente liberi di circolare in rete nel pieno rispetto del vero principio cardine dell'economia dell'informazione.

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