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Le dieci peggiori console portatili di sempre

15/08/2007
- A cura di
Archivio - Ennesimo viaggio a ritroso nel tempo tra i fallimenti eccellenti in ambito di hardware videoludico. Questa volta la colonna infame comprende gli handheld da museo dell'orrore come un "coso" chiamato Gizmondo o il meno che pessimo Nokia N-Gage.

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Il pezzo che stai leggendo è stato pubblicato oltre un anno fa. AvvisoLa trattazione seguente è piuttosto datata. Sebbene questo non implichi automaticamente che quanto descritto abbia perso di validità, non è da escludere che la situazione si sia evoluta nel frattempo. Raccomandiamo quantomeno di proseguire la lettura contestualizzando il tutto nel periodo in cui è stato proposto.

Per quanto l'attuale supremazia di Nintendo nelle vendite di home console sia un successo sorprendente da assegnare tutto al Wii, il produttore nipponico ha al contrario sempre avuto una supremazia indiscutibile nel campo delle console portatili. E se l'unica sopravvissuta alla gioiosa macchina da guerra Nintendo - prima con le varie incarnazioni del Game Boy e infine con l'attuale DS - rimane la PSP di Sony (di cui si è in attesa di una prossima revisione, la PSP Slim & Lite), le vittime delle guerre passate sono tante e variegate.

Una classifica di quelli che dovrebbero essere i dieci handheld ad aver venduto meno in assoluto l'ha recentemente stilata GamePro.com, già impietosa a ravanare nel torbido degli insuccessi commerciali di corporazioni grandi e piccole in occasione della precedente sporca decina di home console.

Dopo aver dunque rivangato storie tristi come quella del Dreamcast, del 3DO e dell'Atari Jaguar, tocca stavolta fare i conti con nomi come il Game Gear: la console portatile a colori di SEGA occupa giustappunto la decima posizione della lista The 10 Worst-Selling Handhelds of All Time.

Commercialmente parlando il concorrente diretto del Game Boy non è andato malaccio, ma oltre gli 11 milioni di esemplari venduti dal momento del lancio nel 1991 ci sono l'eccesso di ingombro, il prezzo relativamente alto - per l'epoca - di 150 dollari, la capacità di divorare con facilità batterie AA e la mancanza di vere killer application. Motivazioni che hanno fatto si che SEGA non provasse più a sfidare Nintendo e lasciasse campo libero allo strapotere del Game Boy (quasi 70 milioni di esemplari venduti in tutto il mondo).

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Il Game Gear è stato comunque l'unico concorrente del suddetto Game Boy a raggiungere una certa qual popolarità: il resto degli handheld in classifica ha venduto tanto da raggiungere, a malapena, i suddetti 11 milioni di console SEGA. Nomi tristemente noti come il Nokia N-Gage (9° posto con 3 milioni di unità vendute dal 2003), il GBA Micro (8° posto, unico insuccesso Nintendo con 2,5 milioni di micro-macchine piazzate dal 2005), il Neo-Geo Pocket (7° posto, 2 milioni di unità dal 1999) e il NEC Turbo Express (6° posto, 1,5 milioni di console dal 1990) hanno attraversato come meteore un firmamento avaro di soddisfazioni per tutti tranne che per Grande N.

Brutte, scomode, prive di appeal, capaci di fagocitare batterie su batterie, le 5 suddette console hanno comunque fatto meglio delle prime 5 in classifica: se il SEGA Nomad (5° posto con 1 milione di unità vendute), lanciato nel 1995 e in grado di far girare le cartucce per Genesis/Mega Drive è arrivato fuori tempo massimo quando il 3D cominciava a farla da padrone, l'Atari Lynx, la prima console portatile a colori uscita nel 1989 dalle caratteristiche all'avanguardia (inclusa la capacità di interconnettersi alle altre console fino ad un massimo di 17 in contemporanea!) ha sofferto tra le altre cose di una distribuzione indecente, arrivando a commercializzare meno di 500.000 esemplari e paventando la strada per uno dei più grandi insuccessi della storia di settore che sarà il Jaguar.

Di meglio, o per essere più precisi di peggio ha comunque fatto Game.com di Tiger Electronics, la console-PDA al 3° posto della classifica con meno di 300.000 macchine totali vendute. Touch screen integrato, capacità di connessione ad Internet - nel 1997 - e look "adulto", la console non ha tratto giovamento dai 20 giochi scarsi messi in commercio e dalle campagne pubblicitarie poco accorte ("It plays more games than you idiots have brain cells" non credo invogli molto a comprare qualcosa...).

02_-_Gizmondo.jpg

Il peccato del Topwave Zodiac invece, al secondo posto in classifica con 200.000 unità vendute, è stato il tempismo: uscito nel 2004 poco prima del Nintendo DS, si è presentato come una sorta di player multimediale simil-palmare, sfoggiando la capacità di riprodurre MP3, video, navigare in rete e supportare i documenti in formato Microsoft Office. Peccato che Topwave dovesse vedersela, senza esperienza nel settore videogame, con i colossi Sony e Nintendo. Il risultato, prevedibile, è stato l'insuccesso della console e la conseguente bancarotta della società.

Ma il capolavoro assoluto dei peggiori handheld mai usciti è lui, Gizmondo, un giocattolo brutto da guardare tanto quanto osceno nel prezzo: 400 dollari o 229 per una versione supportata dall'advertising, Gizmondo è l'essenza della mediocrità fatta console. Pacchiana, priva di appeal, gestita con supponenza e dissennatezza da parte del presidente della società Stefan Eriksson, incompetente e spendaccione truffatore arrestato nel 2006 dalla polizia svedese. Uscita nel 2005, Gizmondo ha venduto meno di 25.000 esemplari, collezionato 8 giochi dei 14 pianificati e conquistato la testa della classifica degli handheld peggio riusciti di sempre.

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