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I vantaggi dell'archiviazione dei dati su tecnologia ottica

01/11/2006
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Archivio - Più veloce dei vecchi nastri magnetici, meno dispendioso dello storage basato su dischi fissi, il backup dei dati su dischi ottici si presenta come un'interessante alternativa per le aziende alla ricerca di una soluzione abbordabile e parimenti affidabile per l'archiviazione dei dati.

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Il pezzo che stai leggendo è stato pubblicato oltre un anno fa. AvvisoLa trattazione seguente è piuttosto datata. Sebbene questo non implichi automaticamente che quanto descritto abbia perso di validità, non è da escludere che la situazione si sia evoluta nel frattempo. Raccomandiamo quantomeno di proseguire la lettura contestualizzando il tutto nel periodo in cui è stato proposto.

L'archiviazione dei dati per mezzo della tecnologia ottica è una pratica scarsamente diffusa tra le aziende che necessitano di backup continui e regolari dei propri dati, ma i vantaggi che essa può offrire meritano una breve analisi a riguardo.

Il metodo ancora largamente usato per i backup di tipo tradizionale è il caro, vecchio nastro magnetico: per quanto sia una tecnologia oramai largamente superata, si dimostra ancora sufficientemente affidabile (e soprattutto economica) da essere la scelta principale per molte aziende. Uno degli svantaggi più invalidanti della tecnologia di archiviazione magnetica è la velocità: il ripristino di un backup può impiegare ore, e ancora più a lungo può durare la ricerca di un singolo file all'interno del database.

Agli antipodi dello storage a nastri si trova la più giovane e performante tecnologia basata su hard disk: veloce, affidabile e flessibile, ha purtroppo il limite degli investimenti non indifferenti necessari all'acquisto dell'hardware e la necessità di avere a disposizione una quantità di energia elettrica notevolmente superiore per il funzionamento del sistema.

01_-_A3.jpgEsattamente a metà strada tra la lenta ed economica registrazione magnetica e quella performante ma dispendiosa basata su hard disk drive si colloca l'archiviazione che impiega supporti ottici al posto dei nastri e degli hd: notevolmente più veloce nell'accesso e nella registrazione dei dati rispetto al nastro, necessita di molte meno risorse di quante siano necessarie per mettere su e mantenere un sistema di backup a dischi fissi. L'affidabilità, in questo caso, dipende molto dalla qualità dei supporti utilizzati e, ancora una volta, si trova a metà strada tra il nastro e l'hd.

Un nuovo sistema basato proprio sulla tecnologia ottica viene ora offerto da PowerFile, che commercializza la storage facility Active Archive Appliance (A3). A3 impiega una matrice di supporti DVD di classe WORM (Write Once Read Many). Il software di gestione del sistema crea volumi di archiviazione virtuali riconosciuti come volumi standard all'interno del network, e si occupa di registrare correttamente i dati sui dischi. L'affidabilità è garantita dall'impiego di DVD della migliore qualità, l'accesso alle informazioni risulta veloce ed è possibile sostituire i supporti per ogni evenienza.

In particolare, visto che i dati archiviati non posso essere sovrascritti, il sistema risulta ideale per le aziende che hanno la necessità di dover accedere velocemente a vecchie informazioni: Viz Media, azienda operante nel settore multimediale, impiega A3 per avere agilmente accesso all'archivio dei propri audiovisivi.

A3 è in grado di contenere fino a 18 librerie di 200 DVD ciascuno, arrivando ad impiegare ben 3.600 DVD che vengono visti come un unico drive per l'archiviazione. Impiegando dischi double-layer, la capacità totale del sistema arriva a circa 30,6 Terabyte, secondo quanto indicato da Jonathan Buckley, vice presidente del settore marketing di PowerFile. "Prevediamo di raggiungere la capacità di 100 Terabyte nel giro di un anno, e la ragguardevole cifra di 1 Petabyte (ovvero 1.000.000 di Gigabyte) entro due anni", conclude poi l'executive.

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