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20080829210835

Italiani denunciati per filesharing

16/04/2004
- A cura di
Zane.
Archivio - Prime denunce anche nel nostro paese per violazione di copyright: Guardia di Finanza ha denunciato 30 persone, accusate di aver condiviso grandi quantità di materiale coperto da diritto d'autore.

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Il pezzo che stai leggendo è stato pubblicato oltre un anno fa. AvvisoLa trattazione seguente è piuttosto datata. Sebbene questo non implichi automaticamente che quanto descritto abbia perso di validità, non è da escludere che la situazione si sia evoluta nel frattempo. Raccomandiamo quantomeno di proseguire la lettura contestualizzando il tutto nel periodo in cui è stato proposto.

La notizia è della settimana scorsa, ma abbiamo preferito attendere qualche tempo prima di divulgarla, per capire meglio la cosa e contattare qualche diretto interessato per le verifiche del caso.

Prime denunce anche nel nostro paese per violazione di copyright: Guardia di Finanza ha denunciato 30 persone, accusate di aver condiviso grandi quantità di materiale coperto da diritto d'autore.

Le Fiamme Gialle hanno sequestrato presso le abitazioni degli indagati numerosi computer, hard disk e supporti di archiviazione, rilevando un totale di 50mila file posti in condivisione illegalmente.

Jay Barman, presidente dell'organo internazionale per la protezione del copyright "IFPI", ha commentato il fatto con soddisfazione, ma anche mettendo in guarda gli utenti: si tratta del primo di numerosi provvedimenti contro chi condivide materiale senza averne il diritto legale.

La cosa, secondo Barman, non dovrebbe stupire: nei mesi scorsi le associazioni discografiche di tutti i Paesi hanno compiuto una vasta campagna di sensibilizzazione contro la "pirateria domestica", mostrando i reali danni causati da comportamenti illegali in tutti gli aspetti e spiegando in tutti i modi che scaricare musica da Internet, e nel dettaglio dai circuiti P2P è illegale: ora, si legge fra le righe della dichiarazione, sembra essere giunto il momento di perseguire chi non danneggia la musica, infischiandosene delle proprie violazioni.

Rincara la dose anche Enzo Mazza, Direttore generale di FIMI, per cui non si trattava di giovani e sbadati ragazzi che scaricano qualche brano, ma di veri e propri "mass-uploader" che con le proprie condivisioni arrecavano notevoli danni al mercato italiano di audiovisivi.

FIMI specifica però che verranno colpiti in prevalenza i grandi condivisori, quelli le cui effrazioni sono ben visibili per quantità di materiale illegale condiviso: almeno per i primi momenti quindi, non sono previste azioni contro gli utenti "casuali" del servizio: come già successo in usa con le major americane, si teme che azioni di questo tipo possano far storcere il naso agli utenti, allontanandoli dalla musica legale.

Dei 30 denunciati, una 20ina sono gestori di server OpenNap, cioè piccoli nodi di collegamento alternativi alle più grandi, e quindi difficili da colpire, reti WinMxPTP, Kazaa o simili: stando ad alcune indiscrezioni, l'accusa per questi individui sarà di favoreggiamento: anche se costoro non ospitavano alcun file, i server gestiti sarebbero considerati strumenti di coadiuvo per la distribuzione illegale di materiale protetto.

È bene ricordare inoltre come la legge italiana consenta alla magistratura solamente di inviare diffide e iniziare provvedimenti disciplinari: ne nostro paese quindi sono escluse azioni dirette delle major del disco, come visto negli stati uniti: FIMI e SIAE non potranno quindi inviare denunce e lettere di diffida agli utenti, ma solamente segnalare le violazioni alle forze dell'ordine, che si occuperanno di svolgere indagini ed instradare gli eventuali provvedimenti.

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