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Hard disk lubrificati e ipercapienti da Seagate

14/07/2006
- A cura di
Archivio - Un nuovo brevetto registrato dall'azienda consentirebbe la realizzazione di dischi fissi dalle capacità dieci volte superiori a quelle attualmente disponibili sul mercato..

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Il pezzo che stai leggendo è stato pubblicato oltre un anno fa. AvvisoLa trattazione seguente è piuttosto datata. Sebbene questo non implichi automaticamente che quanto descritto abbia perso di validità, non è da escludere che la situazione si sia evoluta nel frattempo. Raccomandiamo quantomeno di proseguire la lettura contestualizzando il tutto nel periodo in cui è stato proposto.

01_-_Seagate_HD.jpgDecisamente questo è un periodo proficuo di novità per l'intero settore dei dischi fissi. La tecnologia di storage magnetico dei dati che ci accompagna da oltre 2 decenni sembrava fosse arrivata ai limiti del suo sviluppo, e invece l'evoluzione dei dispositivi si è rimessa vigorosamente in moto.

Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un notevole incremento prestazionale, grazie alla maggiore banda passante per il trasporto dei dati offerta dalla nuova interfaccia di comunicazione Serial ATA. Il recente debutto sul mercato di dischi basati sul Perpendicular Recording, inoltre, permetterà sul medio periodo la commercializzazione di dischi dalla capienza doppia rispetto ai vecchi modelli basati sulla registrazione in orizzontale dei bit di informazione sui piatti (rif. Hard Disk da 750 Gigabyte da Seagate).

In merito alle tecnologie potenziali, che nel futuro prossimo potrebbero far registrare un ulteriore boost evolutivo al settore, è di questi giorni la notizia secondo cui Seagate Technology ha registrato il brevetto di un nuovo sistema di lubrificazione dei piatti in grado di incrementare ulteriormente la capienza dei dischi.

Descriviamo il funzionamento in breve: quando la testina scrive i dati su disco, il processo di magnetizzazione funziona a mo' di getto di doccia, polarizzando la base del cono che la testina forma col piatto. Riducendo la distanza della testina dal piatto si restringe anche la base del cono, permettendo di avere maggiore spazio a disposizione per le scritture successive. Il problema è che, allo stato attuale, avvicinare ancora la testina al piatto significherebbe di fatto far collidere i due elementi.

02_-_Seagate_logo.gifEd ecco la trovata di Seagate: frapporre tra gli elementi uno strato di lubrificante che riduca al minimo possibile l'intercapedine, salvaguardando al contempo l'integrità di testina e piatto. Il sistema prevede inoltre la presenza di un micro-laser che riscaldi la superficie prima della magnetizzazione, garantendo così una maggior precisione nella scrittura dei bit.

Il calore prodotto dal laser fa poi evaporare la sostanza lubrificante, rendendo necessaria la presenza di qualche sorta di "serbatoio", all'interno del disco, che la mantenga in circolo costante: a tale scopo vengono impiegati milioni di nanotubi di carbonio che, sfruttando le proprietà del gas condensato, provvedono ad "oliare" costantemente i piatti del disco. Secondo quanto dichiarato da Seagate, questo sistema di stoccaggio della sostanza lubrificante dovrebbe garantire il funzionamento dell'hard disk per 5-10 anni.

Nonostante non si conoscano stime sul tempo necessario al completamento delle specifiche della tecnologia, e l'eventuale periodo di lancio dei nuovi dischi lubrificati, già ora è possibile calcolare come, unendo i vantaggi della lubrificazione e del Perpendicular Recording (con Seagate che ha stabilito, lo ricordiamo, la conversione di tutte le sue linee produttive per sfruttare la nuova tecnologia, rif. Seagate converte al Perpendicular Recording tutti i suoi Hard Disk), si potrebbero ottenere HD con capienze dieci volte superiori a quelle attualmente disponibili in commercio.

02_-_HD_-_Driving_for_the_future.jpgUPDATE: Durante la scrittura della news, sono comparsi in rete i primi dati riguardanti le capienze teoricamente raggiungibili grazie alla lubrificazione: si parla di 600 Gigabyte per unità da 1,8 pollici (come quelle usate nei sistemi ultraportatili e negli iPod), 1,46 Terabyte per dispositivi da 2,5 pollici (utilizzati quindi nei portatili) e un'astronomica dimensione di 7,5 Terabyte per i dischi da 3,5 pollici, tradizionalmente impiegati sui sistemi desktop.

Come dicevamo all'inizio, l'evoluzione dei dischi fissi si è rimessa in moto e, se non ci si aspetta a breve l'introduzione dei nuovi drive per esigenze di mercato (far uscire ora un disco di 7,5 Tera non avrebbe senso, e rappresenterebbe di fatto un salto di svariate generazioni con effetti negativi sull'intero settore), si può tranquillamente affermare che l'incremento graduale delle dimensioni dei dischi fissi procederà a ritmi spediti per ancora un bel po' di anni, prima di trovarsi di fronte a nuovi limiti che ne mettano in difficoltà lo sviluppo.

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