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Palladium in Vista? Promette male...

05/09/2005
- A cura di
Tecnologia & Attualità - Il futuro dell'informatica è "blindato" nelle mani dei soliti noti? Continua il viaggio degli esperti Electronic Frontier Foundation tra i "lavori in corso" sul Next-Generation Secure Computing Base di Microsoft, meglio conosciuto come Progetto Palladium..

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CGMS-A e la chiusura del "buco analogico"

Per anni l'Industria cinematografica americana ha risposto alle dure critiche sugli effetti delle restrizioni DRM sul principio del fair use, sostenendo che all'utente era sempre concesso usare canali di output analogici per creare una copia (possibilmente di qualità inferiore) di lavori protetti dai diritti d'autore da riutilizzare per applicazioni che fossero in accordo con la suddetta dottrina. Stante questa possibilità, hanno detto gli Studios, la copia privata non viene eliminata del tutto dalle DRM.

Priorità numero uno: chiudere il "buco"!

06_-_Copyright.jpgNonostante questa enunciazione, Hollywood si sta da tempo muovendo sulla strada opposta, portando avanti una campagna atta a stigmatizzare e caratterizzare la copia analogica come un buco, una falla negli schemi di controllo dei diritti degli utenti sull'utilizzo dei contenuti. Un "buco analogico", appunto, e il tentativo di far percepire, nella tipica, apparente schizofrenia di chi predica bene e razzola male, quelle stesse tecniche definite come una protezione per il fair use e la copia personale come una scappatoia indesiderata, intollerabile dal mondo sicuro e teoricamente perfetto che dovrebbe nascere da tutta questa DRM-mania.

Le intenzioni dei produttori cinematografici sono quelle di cercare la collaborazione delle grosse aziende informatiche a sostegno di questa loro opera di stigmatizzazione, nella speranza che queste, anche se non sussistono obblighi legali per farlo, si muovano nella direzione di implementare misure restrittive sull'utilizzo di standard e tecnologie aperte. Nemmeno il contestatissimo Digital Millennium Copyright Act, infatti, sostiene che le tecnologie che hanno a che fare con formati aperti e non cifrati debbano essere regolamentate dalle stesse restrizioni vigenti sul materiale protetto. Hollywood quindi non ha scelta, deve spingere, con tutti i mezzi a sua disposizione, i Player che guidano il mercato informatico a chiudere quel maledetto buco analogico.

Le Major chiamano, Microsoft risponde...

07_-_DRM_Dollars.jpgLa prospettiva di un accordo tacito tra industria dello spettacolo e Big dell'ICT è diventata oltremodo plausibile da quando Microsoft, già convinta, come detto, della necessità di doversi accattivare il baraccone Hollywoodiano per farci vedere gli HD DVD su Windows Vista, si è messa al lavoro per implementare la compatibilità delle specifiche dettate dal Copy Generation Management System for Analog (CGMS-A per gli amici) nel suo prossimo Windows.

CGMS-A è un sistema di protezione dei contenuti trasmessi attraverso le più svariate fonti analogiche (TV, trasmissioni via cavo, satellite, ...) che permette a chi emette il segnale di specificare se e in che misura il contenuto è duplicabile. Il sistema codifica una coppia di bit di controllo nel VBI del segnale analogico del video, con lo scopo di indicare uno dei seguenti vincoli:

  • La copia libera è permessa;
  • La copia è strettamente proibita;
  • Una sola copia del materiale è permessa;
  • Questa è una copia di materiale per cui solo una copia era permessa, quindi ulteriori copie non sono autorizzate.

L'informazione di controllo trasportata dal segnale è preservata quando il segnale viene riversato e rivisualizzato su schermo da un registratore analogico (come il videoregistratore VHS, ad esempio), che ovviamente non è in grado di interpretare il significato specifico dei bit della protezione. Qualora l'utente provasse a riversare il medesimo segnale su un dispositivo digitale capace di "leggere" CGMS-A, invece, le restrizioni potrebbero far sentire tutto il loro effetto.

Il DMCA americano specifica che non è obbligatorio implementare CGMS-A in ogni caso e su ogni periferica, quindi progettare sistemi compatibili è un favore fatto alle Major, non un obbligo di legge. E pare proprio che Microsoft sia fermamente intenzionata a farglielo, questo favore, non si sa bene in cambio di cosa o di quale concessione...

08_-_Disc.jpgQuesta tacita collaborazione si concretizzerà nella forma di Protected Broadcast Driver Architecture (PBDA), tecnologia di protezione che verrà inclusa in Vista o nei suoi successori. PBDA verrà usato per applicare restrizioni DRM con Windows Media 10 alla ricezione di trasmissioni video in formato broadcast, o anche da segnali analogici provenienti da un dispositivo di acquisizione esterno. La tecnologia permette di definire in maniera flessibile un particolare tipo di restrizione o limitazione alla copia/fruizione del segnale video, in accordo con i voleri e le richieste di un particolare produttore. Nel caso delle specifiche CGMS-A, PBDA si incaricherà di criptare il flusso video (in origine non cifrato) in entrata da una periferica di acquisizione con le DRM di Windows Media 10 se i bit di controllo nel flusso codificano una restrizione da copia. Se il segnale analogico è marcato con il flag di "Copia Proibita", PBDA può impedire del tutto la sua registrazione sul sistema.

Naturalmente, l'interpretazione dei bit di CGMS-A necessita di hardware progettato e realizzato in modo specifico, e c'è da scommettere che Microsoft farà di tutto, ad esempio attraverso il sistema dei logo di certificazione della piena compatibilità con Windows, affinché i nuovi prodotti hardware e software siano compatibili con PBDA. Una simile politica tenderà ad emarginare i prodotti capaci di ignorare le restrizioni CGMS-A, visto che è estremamente difficile, sostengono i produttori di periferiche, realizzare profitti nel mercato del multimedia su piattaforme Windows senza partecipare ai programmi di compatibilità e di certificazione del Big di Redmond.

Con tutte le evidenze del caso, Microsoft si appresta a ricreare un mercato in cui i prodotti permetteranno agli utenti di utilizzare i contenuti multimediali nei modi permessi dalla legge sul copyright o, per meglio dire, nei modi che i produttori e le grandi Etichette (una volta le si chiamava Multinazionali dell'Intrattenimento) maggiormente prediligono...

Questo è solo l'inizio...

09_-_PMP_clip.jpgIl lavoro di Mr. Schoen ci permette di osservare più da vicino come le tecnologie di sicurezza e di controllo pensate da Microsoft per la piattaforma integrata Next-Generation Secure Computing Base siano in piena fase realizzativa. Conoscere NGSCB, aka Palladium, e quel che del progetto originale del Trusted Computing Group è stato finora concretizzato, a livello di specifiche tecnologiche se non di prodotti commerciali veri e propri, permette di avere una maggiore consapevolezza del punto a cui sono arrivati i padroni dell'informatica e le toti-potenti industrie dello spettacolo e dell'intrattenimento nella loro eterna corsa all'implementazione di controlli DRM sempre più invasivi e limitanti delle nostre "libertà digitali".

Palladium rappresenta, a memoria d'uomo, il tentativo più compiuto e strutturato di rendere concreta la volontà di dominio e di controllo da parte dei Potenti dei tempi moderni su tutto ciò che passa sui nostri sistemi informatici e nelle nostre vite digitali, una "estensione" dell'esistenza sempre più presente e diffusa.

È bene averlo sempre in mente: al centro del Progetto Palladium non c'è l'utente, ma l'industria. La libertà di scelta e di fruizione, la capacità dell'homo informaticus di discernere col proprio autonomo intelletto le conseguenze delle proprie scelte, se utilizzare il P2P per scaricare un DivX o acquistare un DVD originale, è una variabile non più necessaria nell'equazione perfettamente bilanciata del mondo asettico controllato dalla "gabbia" teoricamente infrangibile delle autenticazioni da remoto, le periferiche certificate, i flussi audiovisivi cifrati e codificati con una licenza su cui non abbiamo il benché minimo controllo. E purtroppo, come recentemente appreso (vedi C'è Palladium dentro i futuri Mac?), non esiste alternativa che tenga: nel Gruppo ci stanno tutti, e tutti partecipano alla realizzazione del Trusted Computing. Il recente switch di Apple che ha deciso di adoperare processori Intel per le sue nuove macchine rende l'amalgama ancora più facile e agevole.

Il Trusted Computing ci promette un'informatica sicura, priva di falle e a prova di virus, worm e malefatte di hacker desiderosi di "zombificare" il nostro PC in rete per poterlo utilizzare in attacchi coordinati a nostra totale insaputa. La storia dell'informatica insegna che un sistema di protezione infallibile ancora non esiste, e quel che finora si può vedere e giudicare di Palladium è che di certo esso renderà il PC un'entità a se, totalmente distante dai nostri voleri e dai nostri desideri: sarà come avere un alieno in casa. Se poi un PC "trusted" sia ANCHE un PC sicuro, beh... è una cosa ancora tutta da vedere...

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