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Quando il MacBook Pro diventa RAID

12/05/2007
- A cura di
Zane.
Archivio - Un appassionato monta un hard disk secondario sul proprio portatile e lo pone in una configurazione particolarmente interessante. In Rete tutta la vicenda.

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Il pezzo che stai leggendo è stato pubblicato oltre un anno fa. AvvisoLa trattazione seguente è piuttosto datata. Sebbene questo non implichi automaticamente che quanto descritto abbia perso di validità, non è da escludere che la situazione si sia evoluta nel frattempo. Raccomandiamo quantomeno di proseguire la lettura contestualizzando il tutto nel periodo in cui è stato proposto.

È sicuramente interessante l'esperienza di Eric Cheng, un utente Mac che ha deciso di installare sul proprio notebook Mac un secondo hard disk, e porlo quindi in un array RAID-0 con il disco fisso primario. INTERNAL RAID.png

Come noto agli utenti esperti, questa particolare configurazione (utilizzata solitamente solo sui sistemi fissi!) apporta benefici considerevoli alle prestazioni della macchina: i due dischi vengono infatti visti dal sistema operativo come un unico hard disk, la cui grandezza è la somma delle dimensioni dei dispositivi parziali. Le due testine di lettura/scrittura possono però lavorare in parallelo, con miglioramenti tangibili soprattutto nelle attività che richiedono numerosi accessi alla memoria secondaria. Va comunque precisato fra gli svantaggi che, in caso di rottura di anche uno solo dei due dischi fissi, l'altro non sarebbe più accessibile, e verrebbero quindi persi tutti i dati salvati.

Cheng riporta tutta la procedura, corredata dalle proprie impressioni del giorno dopo: le aspettative sono confermate, e l'aumento prestazionale sembra essere misurabile sia mediante benchmark che in modo empirico: la macchina infatti è sensibilmente più reattiva, e l'avvio di Windows XP all'interno di Parallels, (il celeberrimo software di virtualizzazione) sarebbe notevolmente più rapido.

Sulla pagina dedicata all'esperimento, l'autore risponde anche alle numerose critiche apparse in Rete. Il problema della minore affidabilità, a suo dire, è aggirato effettuando backup quotidiani del proprio lavoro. Anche la questione della temperatura è irrilevante: sebbene la macchina sia oggettivamente un po' più calda, questo non ne compromette in alcun modo il funzionamento. Per quanto riguarda la minor durata della batteria (-10/15%) invece, l'autore difende il proprio progetto con un laconico "faceva schifo anche prima".

Che dire... una modifica sicuramente "da provare" per tutti i Mac-fan in ascolto che ricerchino il massimo dal proprio portatile.

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