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Microsoft ammette: la pirateria è la nostra vera forza

22/03/2007
- A cura di
Archivio - La confessione viene da un alto papavero del gruppo dirigenziale della multinazionale. Dunque ora è ufficiale: che la pirateria sia l'arma vincente di Windows non è più una battuta, ma un dato di fatto ammesso dalla società produttrice.

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Che Windows sia il sistema operativo più installato, utilizzato e diffuso al mondo a causa della pirateria è una boutade che circola da anni nel settore: che fosse una vera e propria strategia commerciale "di lungo termine", e che fosse scientemente adoperata come arma per una concorrenza nei fatti impropria con soluzioni alternative è un fatto invece nuovo, che merita tutta l'attenzione e la diffusione del caso.

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La conferma della "strategia pirata" arriva da Jeff Raikes, presidente Microsoft Business Division, che ha parlato alla conferenza Morgan Stanley Technology tenutasi alcuni giorni or sono in quel di San Francisco. Raikes, riporta ars technica, testualmente afferma: "Se devono piratare qualcuno, noi vogliamo che si tratti di noi piuttosto che di chiunque altro".

"Noi ci rendiamo conto del fatto - dice ancora il virgolettato attribuito all'executive - che sul lungo periodo il vantaggio fondamentale è la base installata di persone che stanno utilizzando i nostri prodotti. Quello che speriamo di fare e convertirle al software autorizzato".

Se proprio si deve piratare un sistema operativo, suggerisce dunque (e quasi ufficialmente!) Microsoft, è preferibile che sia un Windows a scelta: XP o Vista poco importa, la società che ha creato la famiglia di OS presente in più del 90% dei personal computer di tutto il mondo non ha ancora espresso una preferenza specifica a riguardo...

Osservandolo da questo punto di vista, l'inasprimento della lotta alla duplicazione e alla diffusione illegale del software da parte di Microsoft attraverso piani strategici, tecnologie software o con l'utilizzo di materiale propagandistico come questo filmato in stile fumetto, non è altro che una grande operazione di mercato volta a convincere più che costringere gli utenti a passare dalla filibusta al mondo asettico e dorato del software regolarmente acquistato e registrato con il suo bel codice Product Key.

Certo, ci sarebbe da discutere circa la reale portata dei dati sulla pirateria usati a mo' di arma da Microsoft come i queruli lamenti di BSA e consociati, e soprattutto su quanti di questi tecno-bucanieri, sul lungo periodo, passino effettivamente le barricate e diventino "uno di loro". Ma ora si può dare almeno per certo che si, piratare software si può fare: è forse un comportamento da discolacci, ma se è Microsoft fa meno danno. E se lo dice il presidente Divisione Business della società... Arrr!!!

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