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Microsoft Zune, aggirato il DRM della condivisione via Wi-Fi

11/12/2006
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Archivio - Basta una semplice immagine jpeg e un trucco da smanettoni per battere definitivamente il nuovo sistema DRM inventato da Redmond, montato sul player multimediale portatile appena commercializzato negli States..

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Il pezzo che stai leggendo è stato pubblicato oltre un anno fa. AvvisoLa trattazione seguente è piuttosto datata. Sebbene questo non implichi automaticamente che quanto descritto abbia perso di validità, non è da escludere che la situazione si sia evoluta nel frattempo. Raccomandiamo quantomeno di proseguire la lettura contestualizzando il tutto nel periodo in cui è stato proposto.

Microsoft non ha fortuna con i propri DRM. Dopo la brutta avventura degli algoritmi di protezione Windows Media crackati da FairUse4WM, con l'anonimo hacker Viodentia denunciato a piede libero (rif. Microsoft fa causa all'autore di FairUse4WM) e la versione pirata del nuovo sistemone operativo Windows Vista già disponibile su BitTorrent, ora tocca al neonato Zune, l'anti-iPod di Redmond, bere dall'amaro calice dell'aggiramento delle protezioni poste come baluardo difensivo dei contenuti condivisi tra gli utenti attraverso la connessione Wi-Fi del lettore.

Il meccanismo di Digital Rights Management implementato in Zune (incompatibile con lo standard PlaysForSure, come già segnalato da MegaLab.it), prevede che per ogni scambio di contenuti via wireless (siano essi MP3, filmati o altro) con un altro Zun-utente nei paraggi, il file passato possa essere utilizzato per sole tre volte, dopodichè non si avrà più diritto ad accedervi. La protezione ha sollevato notevoli polemiche al momento della presentazione di Zune, e secondo alcuni sarà una delle cause del fiasco del lettore sul mercato.

Senza considerare che la protezione non ha alcun modo di distinguere sulla natura dei contenuti, siano essi di proprietà delle grosse etichette musicali o liberamente circolanti in rete attraverso la licenza Creative Commons. Una limitazione insomma che scontenta parecchi, e azzoppa sul nascere quella che è in effetti una delle feature più interessanti di Zune rispetto al concorrente iPod. Ma per quanti non amino le politiche Microsoft in questo ambito, in rete già circola la possibile soluzione all'handicap auto-imposto dall'azienda alla sua creatura.

01_-_Hack_the_Zune!.jpg

Basta infatti rinominare temporaneamente il/i file da trasferire tra gli Zune con l'estensione .jpg per dare scacco matto all'ennesima DRM nata morta: Zune non applica le restrizioni ai file immagine, e una volta trasferite le risorse sarà possibile restituire loro i nomi originali e impiegarle senza limitazione alcuna. Perché il trick funzioni, ad ogni modo, è necessario rispettare due precise condizioni:

  • nella stessa cartella contenente i file da trasferire occorre che sia presente almeno un'immagine autentica per ingannare il software di controllo del lettore;
  • prima di procedere al trasferimento sarà necessario abilitare la funzionalità disco fisso degli Zune, seguendo le istruzioni pubblicate a questo indirizzo.

Microsoft-hacker 1-3 dunque, e palla di nuovo al centro del campo. Secondo le stime di mercato che cominciano a circolare in questi giorni, nelle prime settimane di commercializzazione Zune è riuscito a guadagnare un parecchio soddisfacente share del 9% del mercato che, se ancora non è in grado di impensierire Apple che rimane la leader indiscussa del settore con il 63%, è un risultato decisamente incoraggiante per il debutto del nuovo lettore.

In attesa dell'ennesima pezza sarà interessante valutare se, come al solito (vedi compatibilità di iPod con i formati musicali aperti), il trucco appena scoperto non farà altro che favorire Microsoft invece di penalizzarla.

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