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Trend Micro valuta la mossa "antitrust" contro Microsoft Security Essentials

08/11/2010
- A cura di
Zane.
Tecnologia & Attualità - La distribuzione automatica dell'antimalware gratuito suscita le prime, prevedibilissime polemiche. Un intervento d'autorità non è da escludersi.

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La scelta di proporre Microsoft Security Essentials tramite il servizio di aggiornamento integrato in Windows non ha tardato a generare le prime polemiche.

Carol Carpenter, General Manager per la britannica Trend Micro ha dichiarato ad InfoWorld: "Impiegare commercialmente Windows Update per distribuire altre applicazioni software solleva concrete domande relative ad una competizione scorretta".

Secondo la portavoce del gruppo, il fatto che il sistema di aggiornamento integrato nel sistema operativo venga impiegato in questo modo è "preoccupante": in particolare, Trend Micro teme che la competizione si sposti da un piano prettamente qualitativo ad uno commerciale. Uno scenario in cui Microsoft potrebbe contare sull'enorme bacino di utenza del proprio sistema operativo per raggiungere la maggior parte del mercato, sbaragliando facilmente ogni concorrente.

Microsoft, dal canto proprio, ha rimandato al mittente le accuse. Il monopolista ha ricordato che l'aggiornamento è proposto solamente a quelle postazioni sprovviste di antimalware, e solamente a coloro che avessero abilitato manualmente anche il componente Microsoft Update all'interno di Windows Update. Anche in questa circostanza comunque, l'installazione vera e propria non viene avviata automaticamente, ma solamente previa esplicita richiesta dell'utente.

Frattanto, l'effetiva distribuzione di Microsoft Security Essentials presso il pubblico italiano parrebbe non essere ancora partita: il produttore sta infatti procedendo graualmente, privilegiando dapprima USA, Regno Unito ed altri mercati maggiori.

Trend Micro non ha specificato se l'azienda sia già pronta ad adire le vie legali, ma la possibilità che il gruppo possa rivolgersi all'antitrust richiedendo una verifica per abuso di posizione dominante non è nemmeno stata esclusa.

Se così fosse, Microsoft si troverebbe, ancora una volta, sotto il microscopio di una commissione: tale lente si andrebbe ad unire a quella che il colosso continuerà ad aver puntata addosso per alcuni anni in seguito alla questione "browser web".

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