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Windows e ASP contro Linux e PHP

25/07/2005
- A cura di
Zane.
Tecnologia & Attualità - In una recente convention Microsoft ha sottolineato ancora una volta la superiorità delle proprie soluzioni per le web appliance rispetto a quelle open source: nodo cruciale, ancora una volta, il TCO. Ecco cosa succede, e qualche commento.

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Il pezzo che stai leggendo è stato pubblicato oltre un anno fa. AvvisoLa trattazione seguente è piuttosto datata. Sebbene questo non implichi automaticamente che quanto descritto abbia perso di validità, non è da escludere che la situazione si sia evoluta nel frattempo. Raccomandiamo quantomeno di proseguire la lettura contestualizzando il tutto nel periodo in cui è stato proposto.

Per lunghi anni Microsoft si è prodigata per offrire prodotti dalle buone prestazioni al mercato aziendale, in grado di far dimenticare i salatissimi costi di licenza.

Nella realtà ICT di pochi anni fa, in cui i programmi open source erano ancora scarsamente funzionali (e soprattutto scarsamente usabili) e quindi relegati in una ristretta cerchia di appassionati, le cose erano tutto sommato più semplice. Ma ora, con l'evoluzione di soluzioni aperte più user-friendly e capaci di gareggiare alla pari con i costosi prodotti proprietari, Microsoft deve ulteriormente valorizzare l'immagine del proprio software, e convincere l'utenza preferire soluzioni come SQL Server (a partire da 1.000$) rispetto a MySQL (gratuito, sotto licenza GPL). MySQL_powered.gif

In particolare, il gruppo sta ora tentando di fermare l'avanzata di LAMP, ovvero la soluzione Linux, Apache, MySQL e PHP, capace di erodere rapidissimamente la soluzione WISA, ovvero Windows, Internet Information Services (ISS), SQL Server e ASP.

L'argomentazione principale di Redmond è, ancora una volta il TCO, ovvero Total Cost of Ownership, il fantomatico indice che mostra il costo complessivo di possesso di un prodotto, comprensivo di licenze, manutenzione, tempi di downtime, aggiornamenti, costo della manodopera specializzata e via dicendo: stando al colosso, i costi di possesso della soluzione proprietaria sono sensibilmente minori sul medio e lungo periodo, a fronte di un investimento iniziale maggiore in termini di licenze. Apache_piuma.gif

Dal punto di vista tecnologico, Microsoft ha annunciato che, fra le varie edizioni di Visual Studio 2005 (atteso per novembre 2005), verrà lanciato anche Visual Web Developer Express, un tool destinato ad affiancare SQL Server 2005 Express Edition (gratuito) nella realizzazione di piccole web appliance e siti di commercio elettronico non troppo articolati: proprio queste piccole realtà, secondo Microsoft, sarebbero il settore in cui LAMP va per la maggiore.

Doron Gerstel, CEO del gruppo Zend Technologies alla base di PHP, ha riconosciuto la superiorità degli strumenti di sviluppo (quali editor e tool avanzati) di Microsoft rispetto al mondo open, ma ha fatto comunque presente che le cose vanno rapidamente migliorando, e l'evoluzione degli ultimi due anni è stata sicuramente più rapida per la comunità LAMP che non per le soluzioni proprietarie.

Nella mia esperienza ho realizzato applicazioni con entrambe le proposte, ed a mio avviso la soluzione migliore al momento è un ibrido che prenda un po' qua ed un po' là: certo, Linux non ha costi di licenza, ma spesso i prezzi di startup sono notevoli, e l'assistenza è quasi totalmente demandata alle varie comunità di appassionati (a meno di non sottoscrivere un contratto di assistenza, il cui prezzo è molto, molto salato). D'altro canto nella maggior parte dei casi i clienti dispongono già di una licenza di Windows 2000 Professional, che può essere adattato per fungere da server in realtà non troppo complesse. PHP.gif

Al momento la soluzione che prediligo è quindi l'utilizzo di Windows, con Apache, MySQL e PHP: di questi componenti forse Apache è più complesso di IIS (soprattutto perché la configurazione avviene via file di testo, mentre il prodotto Microsoft dispone di un ottimo tool visuale), ma i costi di manutenzione ed aggiornamento sono più bassi. Questa è anche la soluzione che assicura la migliore portabilità: i tre programmi menzionati sono disponibili anche per altre piattaforme, e questo permette di migrare la propria applicazione anche verso altri sistemi operativi con la massima semplicità.

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