Se anche voi siete figli degli anni 80, molto probabilmente ricorderete il "mitico" Nintendo Entertainment System (NES)
Fra i primissimi dispositivi da gioco esplicitamente studiati per portare il videogaming nei salotti delle famiglie, NES aveva una potenza di calcolo di svariati ordini di grandezza inferiore rispetto ai PC più economici oggi in circolazione: in vero, con appena 1.66 MHz (sì, "megahertz"!), non è nemmeno paragonabile ad un qualsiasi "smartphone" oggi in circolazione!
Ma nonostante la grafica dannatamente "pixellosa", capacità sonore molto più vicine a quelle di una pianola che non ad una radio FM, controller con spigoli vivi in grado di indolenzire anche le mani dei più impavidi, NES è stato un successo planetario, capace di regalare infinite ore di divertimento e lasciare un segno profondo nei cuori dei trentenni di oggi.
Per tutti coloro che voglio rivivere quelle emozioni, o per le nuove generazioni cresciute a fianco del fenomeno PlayStation (anch'essa replicabile, per chi già ne sentisse la nostalgia) che desiderassero scoprire come si videogiocava "una volta", viene in soccorso il fantastico sito VirtualNES.com, dominio di riferimento del progetto vNES.
Il team alle spalle del sito ha realizzato un'applet Java in grado di emulare l'architettura di NES e, dopo aver fisicamente raccolto decine e decine di cartucce da altri appassionati sparsi per tutto il mondo ed aver digitalizzato il tutto, ha reso liberamente accessibile i frutti del duro lavoro: una raccolta ormai completa di centinaia di titoli, tutti liberamente giocabili direttamente all'interno del navigatore web
Il sito ha avuto una storia piuttosto burrascosa: dopo aver ricevuto minacce sul fronte legale per una presunta violazione di copyright, gli amministratori hanno rimosso tutti i giochi dal sito per qualche tempo.
In seguito, il servizio è stato in parte ripristinato ed affiancato da una lunga pagina nella quale si spiega con dovizia di particolari che il servizio è offerto all'interno dei parametri previsti dalla legge.
Le argomentazioni proposte sembrano valide: tutti i giochi proposti sono digitalizzazioni di cartucce fisicamente in possesso dello staff, si tratta di materiale molto datato e senza valore commerciale, il progetto è realizzato senza alcuno scopo di lucro e, per di più, tutti i titoli possono essere giocati solamente on-line, senza poter essere scaricati in locale.
In verità però, tutti sappiamo bene quanto articolata (e spesso oltre il buon senso) possa essere la normativa in materia: la mia raccomandazione per tutti coloro i quali fossero dubbiosi circa questo aspetto è quello di interrogare esplicitamente un esperto di diritto d'autore prima di proseguire.
Per accedere al servizio non è richiesto di scaricare o installare alcunché sul computer locale.
L'unico requisito fondamentale è la presenza dell'ambiente Java Runtime Environment (JRE): si tratta di un componente che è presente su pressoché qualsiasi PC. Nel dubbio, è possibile verificare la presenza di JRE ed installarla in caso fosse assente, accedendo a questa pagina.
Come detto, il processore alla base di NES era estremamente limitato: questo significa che un qualsiasi CPU oggi in circolazione, dai vecchi Pentium II ai nuovi Intel Core i7, passando per gli Atom in dotazione ai netbook, dovrebbe essere più che sufficiente per gestire vNES in modo assolutamente fluido.
Nel corso delle mie prove ad esempio, ho giocato su un notebook gestito da un Pentium M a 1.5 GHz in modo impeccabile.
La scelta di realizzare l'emulatore in Java e rendere il tutto accessibile via browser web comporta che l'applicazione possa essere indipendente dal sistema operativo: dal momento che Java Runtime Environment è installato e funzionante, il sito opera correttamente sia sotto Windows, sia con Mac o Linux.
Il controller originale è "mappato" sulla tastiera in maniera fissa e, purtroppo, non è possibile variare la disposizione dei tasti.
Le frecce direzionali della tastiera governano il pad per i movimenti. Il pulsante rosso più interno (quello marcato B sul controller) è assegnato alla lettera Z della tastiera. Allo stesso modo, per simulare la pressione di A è necessario premere la lettera B sulla tastiera.
La pressione di CTRL sulla tastiera equivale al SELECT, mentre INVIO sta per START.
Per i destrorsi la configurazione non è fra le più comode: in caso vi trovaste particolarmente in difficoltà, vi raccomando di incrociare le braccia, di modo da raggiungere le freccine di direzione con la mano sinistra, e Z ed X con la destra. Certamente non è una delle posizioni migliori, ma personalmente mi sono trovato molto più a mio agio.
L'emulatore supporta anche il secondo controller, mediante il quale giocare con un amico. Se siete tanto abili da riuscire ad utilizzare contemporaneamente la tastiera, l'associazione dei tasti è visibile qui.
Il modo migliore per accedere ai titoli proposti è quello di impiegare una periferica di gioco vera e propria.
L'emulatore non supporta i pad nativamente, ma installando Joy2Key in locale ed assegnando opportunamente i tasti, il risultato è garantito.
Una qualsiasi periferica videoludica dovrebbe funzionare senza problemi (personalmente, impiego l'ottimo Xbox 360 Wireless Controller for Windows) ma se volete ricreare appieno le (dolorose) sensazioni anni 80, potete acquistare una riedizione del joypad originale in versione USB.
Compreso il funzionamento generare le del servizio ed i suoi limiti... possiamo iniziare a giocare!
All'interno del sito, i titoli sono suddivisi per iniziale: sarà quindi necessario cliccare sulla corrispondente lettera in alto a destra per trovarsi davanti ad interminabili elenchi di giochi d'ogni tipo
Proprio questa disposizione è uno dei maggiori limiti per chi desiderasse fare una partita senza però essere un fine conoscitore di questo mondo: poiché non vi sono screenshot, semplici nomi come Abadox - The Deadly Inner War oppure Heavy Shreddin' aiuteranno ben poco a scegliere il gioco di proprio interesse.
Proprio per questo, ho pensato di realizzare una breve selezione dei giochi più interessanti e "significativi": la presento alla pagina successiva.
L'idraulico italiano più famoso del mondo dei videogame è stato il simbolo di Nintendo stessa per tantissimi anni.
Il primo capitolo, all'epoca capace di rubare interi pomeriggi, oggi non è particolarmente divertente da rivivere. È però uno dei giochi che meglio caratterizza l'esperienza di gioco offerta da NES: affrontare almeno i primi livelli è un'esperienza che non dovrebbe mancare nel bagaglio culturale di ogni appassionato
The Legend of Zelda fu uno dei primi giochi a presentare il modello successivamente noto come RPG, in cui il personaggio è dotato di un inventario nel quale conservare le armi e gli oggetti a disposizione.
Gli estimatori della serie "Diablo" e simili potrebbero sicuramente essere interessati a (ri) scoprire le origini di questo modello di gioco.
La carriera dell'agente Solid Snake è iniziata ben prima di Metal Gear Solid. Nel 1988, ci si infiltrava così.
Anche il soldato americano con il braccio-rampino tutto fare ha iniziato a sgominare i soldati nel 1988. Il gioco è realizzato di modo che il protagonista non possa saltare, ma solamente dondolarsi e planare in stile Spider-Man: per un platform dell'epoca, si trattò di una scelta sicuramente molto audace.
Cosa c'è di meglio che sparare a qualche nemico disegnato con grossi pixel per rilassarsi dopo una dura giornata? Nei panni di un soldato armato di tutto punto, saremo chiamati a superare tutti gli scenari e salvare il mondo (molto originale, indubbiamente).
Il titolo originale si chiama "Contra", ma in Italia arrivò come "Probotector", una versione adattata per non attirare le ire della censura: in Probotector, il nostro alter-ego è un robot ed i nemici sono alieni. Solo il primo è però attualmente disponibile su vNES.
» Contra
Il terzo capitolo della saga è, ancora oggi, particolarmente divertente da riprendere in mano: Mario vola, può raccogliere i nemici ed usarli a mo' di proiettile ed accumulare alcuni oggetti in una basilare modalità in stile RPG.
Prendere a frustate scheletri, lupi mannari ed altri sgherri di Dracula rimane divertente anche a vent'anni dalla prima pubblicazione di Castlevania II: Simon's Quest.
A tratti, il gioco fornisce una quantità di indizi talmente ridotta da rischiare di fermare il giocatore. Prima di desistere del tutto, raccomando di dare un'occhiata a quest'ottimo walkthrough (in inglese).
» Castlevania II: Simon's Quest
Quando due fenomeni culto come NES e tartarughe ninja si incontrano, l'esito non può che essere un platform dal sapore retro' ma ancora godibile.
» Teenage Mutant Ninja Turtles
La lista qui proposta è indubbiamente incompleta: sono decine i titoli per NES che, vuoi per significato storico, vuoi perché ancora estremamente giocabili, dovrebbero essere menzionati.
Quali sono i vostri preferiti? Ditelo nei commenti!
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