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U2 Vertigo Tour L'articolo che non leggerete mai

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U2 Vertigo Tour L'articolo che non leggerete mai

Messaggioda Rancid » ven lug 29, 2005 7:42 pm

Causa tempo avverso posto solo adesso questa piccola "review" della seconda data milanese degli U2...non è niente di che...ma mi andava di scriverci qualcosa su [cuore] [cuore]

Milano, San Siro, Torre 5, ore 19.30, una spirale da scarpinare che non sembra voler finire mai, la moria di biglietti mi ha riservato un miserrimo posto nel terzo anello. Sul palco gli Ash, sarà un caso, un altra band irlandese, guarda caso di Belfast, almeno a me non sfugge la mano "musicalmente" tesa, tra le due realtà irlandesi. Pur essendo una gruppo spalla non si risparmiano, e il pubblico, ancora troppo poco, realmente troppo poco, non risparmia gli applausi.Ore 20.30, un'orda di tecnici si alterna sul palco, che resta, nella miglior tradizione targata U2, drammaticamente spoglio. Spoglio se non si considera la torre di schermi nel retroscena, minimale eppure così tecnologicamente coinvolgente. Spoglio se non si considerano le sue appendici che lo portano direttamente nel mezzo del prato. Spoglio se non si considerano le rotaie per le telecamere. Eppure non colpisce per la sua sfarzosità praticamente inesistente. Ore 21.10...sullo sfondo quattro ombre...entrano senza colpi di scena...il colpo di scena lo diamo noi pubblico..un boato che fa paurosamente tremare lo stadio, purtroppo sono un animale da concerti difficilmente mi lascio impressionare, ma sentire il cemento tremare sotto i piedi è una senzione indescrivibile. Inizio a scattare qualche foto...ma...non ha senso...troppo difficile immortalare sensazioni e sentimenti.
Bono si avvcina al pubblico ed inizia in un italiano stentato ed , e qui metto la mano sul fuoco, "emozionato" a parlare, si corregge più volte...che lo show abbia inizio...Uno, Due, Tre, Catorce...la chitarra di The Edge vola sulle note di Vertigo, l'inno del tour che inizia e finisce il concerto. Chitarra, basso, batteria e voce niente di più eppure valgono più di mille strumenti, l'atmosfera è unica; se ho sempre considerato Vasco come l'animale da palco per eccellenza, Bono e Co. lo battono, se non si considera Adam Clayton che sembrava piantato sul palco e visibilmente stanco. Bono scatta fotografie ai fan, invita una ragazza a ballare sul palco, intrattiene e si fa intrattenere, ci fa cantare, guida i cori e gli applausi, e parla parla parla, di politica, di come va il mondo, di religioni...un messia mediatico come pochi ci riescono.
A Vertigo succedono I Will Fallow, Electric Co. in cui The Edge da il meglio di se in compagnia della sua infinite guitar, piccolo cammeo di gloria nel Bono"delirio", Elevation. New Year's Day è accompagnata dall'augurio, purtroppo molto utopistico, di un nuovo "tempo" senza più conflitti.
Arriva in sordina Beautiful day ma la calma dura poco, un'unica voce a cantare...anche Bono si arrende al suo pubblico. Anche All i Want Is you e la stupenda ballata City of Blinding Lights si trasformano presto in inni travolgenti. Arrivano i pezzi impegnati...stranamente relegati alla parte centrale del concerto..Miracle Drug dedicata a tutti i medici e gli infermieri che ogni giorno salvato migliaia di vite..toccante la dedica di Sometimes you can make it on your own al padre scomparso. Love and Peace or Else inno tribale alla pace lascia presto il posto ad un'arrabbiata Sunday Bloody Sunday, la bandiera inglese troneggia sull'asta del microfono, una lacrima mi scivola, tutta colpa di un moscerino (nessuno ci ha creduto) i can't believe the news today, i can't close my eyes and make it go away, how long, how long must we sing this song, Bono ci offre il microfono, incita a cantare, a capire, non è solo una canzone, non lasciate scappare queste parole.
La bandana "Coexist" fa la sua comparsa, tema ricorrente anche sugli schermi. Coexist, la C rappresentata dalla mezzaluna islamica, la X dalla stella di davide ebraica, la T dalla croce cristiana, invito ad una coesistenza pacifica e multiculturale. Bullet in the blu sky, la splendida Miss Sarajevo, Pride in the name of love...la dichiarazione dei diritti dell'uomo a precedere Where the street have no name...L'invito ad inviare un sms per l'arrezzamento del debito africano arriva prima di One, con Bono alla chitarra in una versione quasi accennata , voluta o pura stanchezza, visto che precede una piccola pausa ?
A conferma del forte impatto mediatico di tutto il concerto arriva Zoo station, la sagoma di Bono appare in uno degli schermi più alti, e rimane lì fino a metà canzone, l'invito ad un'informazione più vera arriva invece alla fine della canzone. Altra piccola gloria con The fly per David Howell Evans aka The Edge. L'inno all'amore perduto, With or Without You, arriva con il basso di Clayton che sembra essersi svegliato solo adesso dal suo torpore. Il concerto si avvia alla fine...Altra piccola pausa...a sopresa i tecnici iniziano a sistemare delle sedie sulle propaggini del palco...vi si sistema uno stuolo di violinisti ... Bono inizia a cantare accompagnato dal melodioso suono degli strumenti a corda... la canzone non mi dice niente...azz mi dico...non la conosco...per forza...è un inedito..Original of the species un pezzo molto carino, molto d'atmosfera. Congedati i violinisti è il turno di All because of you, seguita da una Yahweh in versione acustica, stupenda e perfetta nella sua esecuzione, sugli schermi iniziano a passare gli sms mandati in precedenza durante l'esecuzione di One..sulle ultime note della canzone l'urlo Unos, Dos, Tres...Catorce ... ci riporta magicamente all'inizio del concerto...la spirale si è chiusa...un muro sonoro si abbatte nuovamente su di noi...con l'infinite guitar di The Edge lasciata andare nota su nota e ci appare come un faro la scritta The End...si torna tutti a casa.
Non è la mera fotografia che mi interessa. Quel che voglio è catturare quel minuto, parte della realtà.
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